Come saldare l’argento Ottobre 22, 2019 6 Blog

Prima di andare a vedere come saldare l’argento dobbiamo una volta per tutte chiarire alcuni punti. Quali sono le differenze tra argento 925 (o sterling), argento 999 e argento silver plate? Poiché parliamo di gioielli e componenti escludiamo l’argento 800, utilizzato per lo più per posate e vassoi. 
Anche se siamo in presenza di un metallo che presenta meno varianti di altri non preziosi c’è ancora molta confusione… significa che c’è anche molto interesse.

Vorrei partire dall’ultimo “tipo” menzionato: il silver plate. Letteralmente significa “placcato in argento” e indica un oggetto in lega metallica ricoperto da uno strato di argento 925. La sua punzonatura dovrebbe essere R925 ma i titoli vengono messi sull’intera bobina e quindi non visibili sempre. È complesso stabilire la reale differenza tra un accessorio silver plate e uno in lega argentata perché dipende dal tipo di trattamento galvanico utilizzato e dalla percentuale di argento applicata. Quest’ultima varia tra i 10 e i 20 gr. 

L’argento 925 è invece una lega di argento e rame. Per la precisione abbiamo il 92,5% di argento e il restante di rame. Quest’ultimo sistemato tutto nella parte superficiale. Quando un componente in AG 925 si annerisce è perché si ossida la parte di rame. Possiamo andare facilmente a rimuovere tutto questo strato usando prodotti specifici o metodi casalinghi e portare in superficie la parte in argento puro. Ma cosa si intende per argento puro? Non è solo un modo di semplificare. L’argento 999 contiene infatti 99,9 parti di argento. 

L’argento e le saldature in oreficeria

Mentre il tipo 925 e 999 si comportano praticamente in egual modo quando sono oggetto di saldature, non possiamo dire lo stesso del silver plate. Quest’ultimo tipo va considerato come una lega metallica con prevalenza rame. I primi due si dovranno saldare con saldanti ad alto tenore d’argento (almeno 50%). Per il placcato argento invece dobbiamo supporre che vi sia un punto di fusione non molto lontano da quello del rame. Useremo quindi leghe saldanti con una minore percentuale di argento (tra il 40% e il 30% ricordando che avremo anche qualche problemino con la visibilità della saldatura). Ovviamente mai potremo fare  a meno di un disossidante/flussante.

Abbiamo dato per scontato di fare delle saldature usando un terzo elemento per congiungere. Un componente però può anche saldarsi con se stesso, pensate alle estremità di un anello. Si parla in questo caso di saldature endogene. Perché non ce l’hai detto subito?! Perché questo tipo di saldatura è di difficile riuscita specie per metalli quali rame e sue leghe. Dovremmo infatti riuscire a portare al punto di fusione il metallo solo con l’aiuto della fiamma a gas, con il rischio di passarci molto tempo invano. 
L’altro motivo, ancora più importante è che, se non uso un terzo elemento, durante la fusione andrò a “mangiare” un pezzettino dei componenti da unire. Ancora una volta pensate a un anello, se fondo le sue estremità inevitabilmente cambia la circonferenza. Tenere d’occhio le dimensioni nelle saldature endogene richiede esperienza. Vero è che con l’argento potremmo fare anche dei tentativi casalinghi.

Domande & risposte

Con questo articolo volevamo in realtà prevenire alcune domande riguardo al filo d’argento sia per l’utilizzo nella tecnica wire sia per l’utilizzo in oreficeria in genere. Ecco un elenco di domande con risposta breve:
– Che consistenza ha il filo d’argento?
È più morbido del filo di rame e ottone (anche quelli cotti), se ricotto con torcia a gas può diventare anche molto malleabile. Se non strettamente necessario per il vostro progetto consigliamo di lavorarlo a crudo. È un filo comunque leggero quasi come l’alluminio.
Come devo regolarmi per gli spessori?
Potete regolarvi come per gli altri fili ma una differenza la dovrete tenere a mente: a parità di spessore i fili in argento sembrano un po’ più sottili di quelli in altri metalli.
– Posso usare del filo Ag 999 o 925 come lega saldante sull’argento?
Non avreste problemi nella fusione dei pezzettini usati come lega ma avreste qualche problema nella tenuta della saldatura. Non è impossibile ma l’efficacia lascerebbe un po’ a desiderare.
Come disossidante posso usare quello che uso per il rame, l’acciaio ecc…?
Sì, insieme al Borace (che curiosamente viene ritenuta una parola femminile)
Perché non esistono confezioni con più metri di filo di argento?
Perché i metalli preziosi vengono venduti all’ingrosso al gr, nell’imbobinamento quindi si cerca di raggiungere un equilibrio tra quantità e prezzo.

Hai altre domande? Scrivici a info@bottegagialla.com oppure qui nei commenti…

COMMENTI
  • Antonio Spagnuolo 21 Settembre 2020 at 18:01

    PERCHE NN RIESCO ASALDARE U CIONDOLO CON UN ANELLO.
    PREMESSO CHEHO PROVATO GIAUN PAIO DI VOLTE.
    GRAZIE

    Rispondi
    • Bottega Gialla 22 Settembre 2020 at 9:49

      Buongiorno Antonio, Cosa ha usato per saldare? Qualche informazione in più sarebbe utile…aggiungo però che se si è agli inizi possono servire alcuni tentativi o correggere alcuni passaggi che magari non si fanno proprio correttamente.

      Rispondi
  • Valentina 31 Agosto 2020 at 13:27

    Buongiorno, vorrei sapere se si possono bordare con l’argento, piccoli elementi in ceramica o porcellana e se si quali materiali dovrei usare. Grazie

    Rispondi
    • Bottega Gialla 31 Agosto 2020 at 13:44

      Ciao Valentina, credo di si ma non essendo la ceramica un materiale che trattiamo e che conosciamo non sappiamo darti consigli. In ogni caso si tratterà di usare prodotti simili a vernici/patine o foglia argento molto probabilmente.

      Rispondi
  • giovanni 16 Marzo 2020 at 12:21

    Quindi saldare un semplice filo di argento 999 da 1,4 in un circuito stampato e in rame con stagno e flussante e’ possibile ? grazie

    Rispondi
    • Bottega Gialla 16 Marzo 2020 at 15:00

      Ciao Giovanni… onestamente sul lato materiale elettrico non sappiamo consigliarti, ci occupiamo di saldature per creazioni di oreficeria/bigiotteria e di solito lo stagno si cerca di non usarlo per tutta una serie di motivi. Mi dispiace ma non sappiamo dirti “si” o “no”, sarebbe solo una supposizione e niente più…

      Rispondi

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