Ossidazione artificiale e effetto invecchiato

Se da una parte ci si preoccupa che i gioielli non scuriscano o anneriscano nel tempo dall’altra c’è chi vuole ricreare questo effetto per dare un tocco vintage o usato alle proprie creazioni. Grazie alle patine è possibile decidere di ossidare artificialmente bigiotteria non solo tutto l’oggetto ma anche solo singoli componenti di bigiotteria. Con alcune limitazioni però, vedremo quali.

In generale le patine anticanti sono a base di ossido di zolfo e quest’ultimo è sufficiente di per sé a modificare a piacimento diversi metalli: effetto invecchiato, vintage, simulazione di ossido, anticato…

Patine vs colori

L’ossidazione è un processo chimico che modifica la superficie del metallo attraverso una reazione con specifici agenti (naturali o chimici). A differenza di una semplice colorazione con inchiostri o colori a base alcolica che creano uno strato sopra il metallo con le patine si interviene direttamente sul materiale. Risultato: effetto duraturo e realistico perché andiamo creare una vera e propria ossidazione…intenzionalmente.
Nonostante si tratti di una reazione chimica, esistono metodi sicuri e facilmente applicabili anche a casa.

Ossidare con fegato di zolfo: la soluzione standard

L’ossido di zolfo in oreficeria prende il nome, ancora oggi, di fegato di zolfo. Usato da solo è in grado di creare una gamma di effetti di ossidazione praticamente completa. Si trova in forma liquida. Pura o diluita. Ne bastano poche gocce per singolo utilizzo perché funzioni.
Si tratta di un’applicazione semplice e veloce (perché l’effetto si attiva in meno di un minuto). Si immerge l’oggetto in acqua con pochissime gocce di ossido di zolfo, lo si tiene per una manciata di secondi e lo si toglie. 👉 Per l’utilizzo corretto è importante seguire le indicazioni riportate nella scheda del prodotto.
Esistono poi patine con ossido di zolfo e altri elementi specifiche per ottenere effetti come il verderame.
L’ossidazione artificiale è possibile sempre? Ci sono due casi in presenta dei limiti. Sull’ottone: l’effetto atteso non è spesso così marcato come le persone si aspettano. Si arriva alla brunitura aumentando la dose di fegato di zolfo e il tempo di immersione ma c’è un stop oltre il quale non si va. Il secondo caso è rappresentato da oggetti con galvanica: la porosità diminuisce notevolmente e sono meno aggredibili dalle patine.

La tecnica dell’uovo

Il metodo dell’uovo sodo è uno dei sistemi più semplici e sorprendenti per ossidare il metallo. Un esperimento simpatico che è efficace principalmente sull’argento.

  • Fai bollire una o più uova
  • Inseriscile ancora calde in un sacchetto di plastica richiudibile
  • Aggiungi il componente metallico (meglio evitare il contatto diretto)
  • Chiudi il sacchetto in modo ermetico

Nel giro di 4-8 ore si creerà un effetto ossidato naturale. I tempi sono lunghi come vedi. ma puoi monitorare via via e interrompere quando lo ritieni necessario. Quindi sciacqua bene l’oggetto.
E tu, hai sperimentato qualche tecnica casalinga su rame e ottoni? Scrivilo nei commenti.

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