saldare metalli diversi in bigiotteria: quali saldanti?

Per necessità o semplice slancio creativo, molte persone, non solo hobbysti, si trovano spesso a pensare a un modo per saldare efficacemente metalli diversi o dissimili. I due termini in realtà non sono esattamente sinonimi ma ora possiamo fare a meno di spiegare il perché. Ciò che ci interessa è sapere come saldare, all’atto pratico, un componente in ottone su uno in lega ferrosa o come applicare un castone in ottone su una base in rame. Oppure, caso altrettanto frequente, come riparare un accessorio con  una saldatura se non so neanche che metallo è.

Non sono le sole domande a cui daremo risposta. Intanto per una panoramica generale sull’uso dei saldanti in oreficeria puoi leggere la nostra guida. Il saldante di cui stiamo per parlare, per come è confezionato, viene incontro anche ad altre due importanti esigenze: 1)eseguire lavori in serie e velocizzare al massimo le operazioni 2)fare saldature vicino pietre o strass e minimizzare l’impatto del calore (anche se si usa già una pasta protettiva).

Saldare metalli dissimili: le leghe eutettiche con flux interno

La risposta alla nostra domanda ha un nome poco usato ma contiene elementi ben conosciuti in una formulazione assolutamente funzionale al settore orafo e degli accessori moda. Parliamo di una lega eutettica stagno+rame con disossidante già all’interno. E se normalmente questi “fili saldanti” si trovano in diametri male utilizzabili su piccoli giunti di bigiotteria o accessori, ora, la crescente richiesta, soprattuto nel pronto moda, fa si che si possa partire anche dal classico 0,70mm, tipico di altre leghe saldanti per oreficeria. Cos’è una lega eutettica? quella il cui punto di fusione nel suo insieme è più basso di quello dei singoli metalli la compongono. Possiamo trovare sia l’accoppiata stagno-rame che quella ma vedremo poi le differenze.

Ah ma allora posso fare una saldatura tig o posso usare un saldatore elettrico?! Serve ripeterlo: gli accessori indossabili o i gioielli non sono tubi, lastre, grondaie o cavi, le necessità sono diverse così come i processi e buona parte della composizione dei prodotti. Per questa lega saldante è stato inserito, come disossidante presente all’interno, l’ammonio cloruro (0,7%) che risulta indicato per aggredire gli ossidi dei metalli e per velocizzare il lavoro su parti piccolissime ma che non è una scelta consigliata per tutto ciò che deve essere esposto a intemperie, agenti esterni aggressivi o che deve avere una resistenza meccanica notevolmente elevata.
Se volessimo riassumere in una sola frase tutte le caratteristiche utili per l’uso di questa lega sarebbe sufficiente dire quanto segue:

La lega stagno-rame + flux interno richiede un saldatore a gas, è indicata per tutti quei giunti che non sono portanti e conferisce al punto di saldatura un colore argenteo.

saldante in filo stagno+rame+flussante
Lega saldante stagno+rame+flussante interno

In sintesi...più qualche consiglio

Adatta a

  • accessori moda: saldare porta strass, parti decorative di fibbie e chiusure, fermagli…
  • Riparazioni: quando non conosciamo la composizione dei metalli
  • Saldature sensibili in prossimità di pietre e simili magari da ripetere in serie

Punti di forza

  • Non serve un flussante a parte
  • Compatibile con successivi bagni galvanici
  • Velocizza il lavoro con una buona adesione sui metalli. Giunti discreti

A condizione che...

  • Non si debbano saldare giunti portanti o molto sollecitati (solo elementi decorativi)
  • I metalli devono essere prima puliti e sgrassati
  •  Richiede manualità per evitare di lasciare il giunto troppo “sporco” o difficile da pulire

LE NOSTRE OSSERVAZIONI DOPO I TEST: La resistenza meccanica, sui castoni ad esempio, è risultata superiore alle attese. Consigliamo di procedere così nell’utilizzo: scaldare prima solo il punto di giunzione e senza fiamma passare una porzione di filo come un pennello/penna.  Non consigliamo di usare la tecnica dei paglioni perché meno gestibile. Si può lavorare con torce a gas da cucina o di potenza ridotta; se si lavora con cannelli potenti tenere la  fiamma al minimo, lontana  dal punto o evitare di insistere troppo.
Prima di procedere a una verifica della saldatura ed eventuale pulizia far raffreddare bene a temperatura ambiente il pezzo. Non utilizzare soluzioni decapanti per la pulizia.

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