Come vendere on line creazioni e fatto a mano

Mi rivolgo ad artigiani ma soprattutto a hobbisti che vorrebbero capire come orientarsi nella vendita on line di bijoux e gioielli fatti a mano. Ho deciso di scrivere questo articolo in prima persona, come professionista dell’e-commerce che da anni mixa le competenze tecniche con la conoscenza della filiera dell’oreficeria.

Una volta bastava esserci. Oggi le piattaforme e i social sono saturi. Ma non è nulla di nuovo: quante volte nello stesso isolato ci sono più parrucchieri o più bar? È importante iniziare a capire come funziona un motore di ricerca e cosa può portare un contenuto/prodotto a essere mostrato più di un altro. Ancora più importante è capire che non ti serve apparire alle persone sbagliate. Quindi lo stile dei tuoi video, il materiale innovativo che usi, l’abilità, l’immagine, potrebbero non bastare. La buona notizia è che non vendo non significa quindi i miei gioielli non piacciono. La cattiva è che in questo ambito non ci sono scorciatoie. Darsi tempo è un obiettivo. Indubbiamente si sono moltiplicati strumenti e possibilità. Basti pensare al fenomeno dell’ influencer marketing.

Per vendere creazioni on line serve P.iva?

Questa la dico subito perché ho deciso di parlare di cose antipatiche e so che il dubbio (e la speranza) ti assillano. In Italia la presenza di oggetti in vendita su un sito o una piattaforma automaticamente si configura come attività continuativa. Non solo ma si configura anche come attività di commercio. Non importa se tu concludi 1 vendita all’anno o 10 al giorno. La soglia dei famosi 5.000€ non è un criterio vincolante. Un tempo, quando i primi marketplace per fatto a mano permettevano di pagare a inserzione, con una durata limitata, si era creata una zona grigia. Oggi non più. Dovete rivolgervi senza timori a un commercialista o a un caf per conoscere non solo iter e costi ma anche agevolazioni. Non rinunciate prima di capire perché questo è un passo fondamentale per crescere.

Marketplace o sito proprietario?

Se volete evolvere evitate pacchetti preconfezionati o siti chiavi in mano. Non perché non siano belli o funzionali ma perché presentano limiti per tutte quelle attività, che magari non farete voi, di posizionamento di un contenuto. Tradotto: potrai metterci mano fino a un certo punto.

Marketplace (Etsy, Amazon Handmade): Offrono il vantaggio del traffico già esistente (ma non è detto verso il tuo profilo). Milioni di utenti cercano attivamente su queste piattaforme. Lo svantaggio: le commissioni di vendita, la fatturazione estera dei costi, l’apparire accanto o insieme a qualcuno che potrebbe aver fatto la stessa tipologia di gioiello. Inoltre queste piattaforme vedono i tuoi dati di vendite (non dovrebbero ma è quanto accade) e potrebbero usarli per farti, loro stessi, concorrenza. Anche se questo meccanismo si verifica più raramente nel fatto a mano.

Sito proprietario: ti dà controllo su quasi tutto. Tuttavia, il traffico non arriva da solo. Dovrai anche provvedere agli obblighi lato privacy, condizioni di vendita, cookie policy. Per questi aspetti ci sono anche soluzioni preconfezionate ma personalizzabili che non sono da scartare a priori. Attenzione: non esiste sito o market che si occupi degli obblighi legati al tuo settore specifico al posto tuo.
Ci sono diverse possibilità: da Shopify a woocommerce a Bigcommerce, Prestashop. Si tratta di CMS, non si fanno più siti di vendita scrivendo tutto il codice di sviluppo di sana pianta. Tuttavia fai attenzione a una cosa: shopify è un sas ovvero paghi un abbonamento per avere un sito completo su una piattaforma. I siti proprietari portano un vantaggio a cui molti non pensano: ciò che incassi viene accreditato direttamente sul tuo conto, o su l’account paypal, Nexi, Stripe… hai più controllo sui tuoi guadagni. A proposito, dai un’occhiata al nostro articolo come fare il prezzo delle tue creazioni.

Un tempo il modello ibrido era la strada migliore perché si costruiva una pagina o blog vetrina con link a Etsy (ad esempio) così da risparmiare tempo. Oggi, se possibile, suggerirei di evitare marketplace e virare su Shopify. Più funzionalità a disposizione, una community italiana molto numerosa, in linea con le normative UE, configurabile da un professionista, si, ma tenendo i costi più bassi. Facilità di gestione anche autonomamente.

I migliori siti dove vendere gioielli artigianali

Qui facciamo una classifica un po’ più ragionata e sincera.

  1. Etsy: Resta il punto di riferimento globale per handmade. È il luogo che verrebbe in mente a la maggior parte di coloro che cercano un accessorio artigianale. Un tempo era orientato all’hobbistica oggi non più. Da porre grande attenzione alle modalità di pagamento delle commissioni, alla configurazione delle opzioni di spedizione e alle condizioni del servizio.
  2. Shopify: Non è un marketplace ma una piattaforma leader per creare il proprio sito completo, non una vetrina o una pagina. È scalabile e perfetto per gestire un processo di acquisto/vendita.
  3. Vinted (per l’upcycling): Se i tuoi gioielli nascono dal recupero di materiali vintage, questa piattaforma sta diventando un canale interessante. Gli obblighi sono gli stessi di altri marketplace.
  4. Amazon Handmade: Ha standard di ingresso rigorosi ma offre la potenza logistica e la fiducia che solo Amazon garantisce ai consumatori…purtroppo(?). Poco in linea con quanto realmente richiesto agli artigiani in UE, a volte avanza richieste non pertinenti sulla sicurezza e composizione dei prodotti. Anche qui da monitorare costi e condizioni del servizio.

Spedire fatto a mano in Italia e nel mondo

Vendere un gioiello significa spedire un oggetto spesso piccolo ma di valore o estremamente fragile. La gestione delle spedizioni è un pilastro della vendita online: dalla scelta del corriere al packaging, ogni dettaglio impatta. Ogni aspetto è cruciale per evitare di perdere denaro e beni. Per questo abbiamo dedicato alla spedizione delle proprie creazione un articolo a se.

In sintesi

Vendere gioielli online oggi richiede pazienza e professionalità. Non basta più una bella foto; serve consapevolezza delle regole, una scelta accurata del canale di vendita. Serve comprendere che non ti occuperai solo di creare ma avrai un 50% di lavoro come: contabile, addetto marketing, assistenza clienti, magazziniere, grafico…forse anche avvocato. Ti dovrai occupare di prezzi e di equilibri. Infine ti lascio un contenuto su un’altra possibilità, un evergreen: vendere in conto vendita o conto visione.

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