Vendere il fatto a mano dopo l’emergenza Covid-Parte I Aprile 23, 2020 2 Blog

Nonostante lo scenario di grande incertezza, è esattamente questo il momento di immaginare il futuro. Per l’esattezza è questa la fase in cui riprogettare o progettare (se iniziate ora) un’attività legata alla creazione di oggetti. Dopo potrebbe essere un po’ troppo tardi, si potrebbe correre il rischio di rimanere in balia delle regole che si imporranno nel mercato del fatto a mano, regole stabilite da uno stato di necessità.

Da parte nostra è l’ora del realismo; per scrivere questo articolo ci siamo imposti di essere asciutti, senza imbellettare concetti e soprattutto senza renderli fumosi e poco chiari. Gli spunti che vi sottoponiamo valgono per chi aveva appena deciso di guadagnare qualcosina con le proprie creazioni, per chi già vendeva i propri oggetti (e aspettava con impazienza le fiere estive e primaverili), per chi crea come primo lavoro e vorrebbe capire se ci si può muovere in qualche direzione nuova.

Realismo e progettazione

Si possono vendere le proprie creazioni e guadagnare purché non si pensi di poter arrivare a un’ esplosione di vendite e consensi tale da consolidare grandi soddisfazioni economiche. Vorremmo dirlo subito, apertamente, perché vediamo un proliferare di corsi e video di esperti che danno molti suggerimenti utili che però hanno scarsa attinenza al mondo del lavoro, alle questioni pratiche quotidiane. Fortunatamente tutte le persone con cui parliamo vivono nella realtà e non si lasciano né illudere né scoraggiare. Il concetto di fondo, che siamo certi vi è già chiaro, è che gli artigiani e i creativi vivono del loro lavoro con i sacrifici e le rinunce che la vita impone a molti di noi. 

“Scrivi che nulla ti trattenga” diceva Emily Dickinson: per portare avanti un progetto di vendita delle proprie creazioni si parte sempre da un progetto scritto. Lo fanno i professionisti ma dovete farlo anche voi. Come si scrive un progetto? Cosa ci scrivo? Scegliete voi la forma (schematica, discorsiva…) ma buttate giù alcune pagine in cui annotare:

1 cosa producete 2 Quali sono le caratteristiche che distinguono ciò che create voi da quello che creano gli altri (materiali di riciclo? Materiali preziosi? Solo un tipo di metallo/pietra? La personalizzazione? Lavorate su progetto del cliente? Riproducete con materiali “poveri” gioielli famosi? 3 qual è l’obiettivo generale della vostra produzione (vendere alle amiche e poi col passa parola? Vendere su internet? Vendere tramite una pagina facebook?) 4 qual è il vostro obiettivo economico (siate realisti) di qui a un anno 5 domande e risposte: in questa sezione buttate giù liberamente, così come vi vengono, una serie di domande sul vostro progetto: come faccio se mi chiedono di spedire un oggetto? Cosa faccio se mi dicono che costa troppo? Come faccio a decidere il prezzo? Cosa faccio se a una persona si rompe un oggetto e mi chiama?
Dedicate poi una pagina a descrivere il modo in cui procedete dalla creazione fino al gestire e prevenire le domande di chi compra da voi…anche se ancora non avete venduto niente a nessuno! 

Testare clienti e prodotti: come si fa senza le fiere?

È inevitabile fare riferimento ad alcuni scenari post emergenza sanitaria: i mercatini e le fiere non ci saranno ancora per un po’ e riprenderanno con modalità diverse (meno banchi? meno fiere? Non sappiamo ancora). Dobbiamo rinunciare a valutare in quel modo cosa attrae di più e cosa meno, come le persone reagisco al prezzo, chi si avvicina di più al nostro banco (donne? Ragazze molto giovani? Uomini?), chi compra di più e quanto spendono in media da noi. Tutto questo, a dire il vero, lo potremmo fare, comodamente seduti a casa, usando diversi programmi on line abbinati a un blog o a una pagina Facebook. Tuttavia si tratta di software che richiedono competenze tecniche e non sono alla portata di tutti. Scegliamo una via di mezzo e vi forniamo alcuni strumenti utili per testare tutte le opzioni elencate sopra:

  • Partecipare a gruppi tematici facebook ed aprirne uno. Attenzione stiamo parlando di gruppi e non di pagine. Far crescere una comunità attorno a un argomento (creazione di bijoux in Fimo, creazioni con perline da tessitura, cucire vestiti per bambole…) è un modo per pubblicare i propri lavori e vedere le razioni degli altri, è un modo per imparare trucchi da altri ma soprattutto è un modo per tenere traccia delle domande che vi vengono fatte sui vostri oggetti. Certo la regola è lo scambio e la partecipazione, non è un lavoro che ha risultati immediati.
  • Google suggest – quando capirete cos’è vi metterete a ridere ma è uno degli strumenti più potenti e più usati dai professionisti che devono creare contenuti per siti. A voi dovrebbe interessare per altro. Attivate la navigazione in incognito e iniziate a digitare nella barra di google frasi o gruppi di parole attinenti a ciò che create. Un esempio: “ganci orecchini perline miyuki…” Vi renderete conto che Google propone una o più opzioni di completamento automatico ognuna delle quali rappresenta ciò che le persone digitano/cercano più spesso su un dato argomento. Nel piè di pagina poi, una volta avviata una ricerca, vi appaiono altre frasi correlate sempre basate su ciò che gli utenti cercano di più. A cosa vi serve? Vi serve a capire se le persone si interessano di più a un tipo di accessorio invece che a un altro, se ci sono problemi ricorrenti con un dato materiale (colle inadeguate, vernici inadatte…) e a prevenire domande e dubbi di chi compra da voi. Stiamo parlando di quelle che vengono definite “intenzioni di ricerca” 
  • Ubersuggest:  Si tratta di uno strumento con molte funzioni e potenzialità legate al marketing ma la parte che vi interessa è quella relativa ai volumi di ricerca per parole o gruppi di parole. Inserite nello spazio uno o più termini che identificano il vostro prodotto e vi verrà mostrato un numero (volume di ricerca) che indica quante persone in un mese cercano quella parola (e quindi prodotto) on line.

Arrivati a questo punto dobbiamo trovare del tempo per fare il punto delle nostre indagini, magari condotte in un lasso di tempo stabilito (non inferiore ai 3 mesi). Dobbiamo analizzare i dati ricavati e tenerli sempre presente. Si, ma a me cosa cambia all’atto pratico? Un esempio: se mi rendo conto che molte persone lamentano brutte esperienze con le chiusure a calamita ( per bracciali, collane…) sarà il caso che ne utilizzi delle altre.

La prossima settimana la seconda ed ultima parte dedicata alla progettazione di un “progetto di vendita” per il fatto mano nel periodo immediatamente successivo all’emergenza sanitaria o per meglio dire dalla “fase 2” in avanti.

COMMENTI
  • Michele 23 Aprile 2020 at 14:50

    Interessante

    Rispondi
    • Bottega Gialla 23 Aprile 2020 at 16:22

      Grazie Michele

      Rispondi

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